Microsoft Clarity: cos'è, come funziona e come installarlo

Microsoft Clarity è uno strumento gratuito di Microsoft per l'analisi del comportamento degli utenti: registra come i visitatori interagiscono con il tuo sito e trasforma queste interazioni in heatmap, registrazioni delle sessioni e metriche di frustrazione. Se Google Analytics ti dice che le persone abbandonano una pagina, Microsoft Clarity ti aiuta a capire perché. In questa guida vediamo cosa misura, come installarlo, come rispettare il GDPR e come usarlo per aumentare le conversioni.

Microsoft Clarity: cos'è?

Microsoft Clarity è uno strumento gratuito di behavioral analytics che registra clic, scroll, movimenti del mouse e tocchi sul sito e li mostra in forma visiva. Appartiene alla stessa famiglia di Hotjar o Crazy Egg, con una differenza importante: Microsoft non lo fa pagare.

Clarity si basa su tre elementi:

  • Heatmap: viste aggregate di dove i visitatori cliccano e fin dove scorrono.
  • Registrazioni delle sessioni: replay delle singole visite, con la pagina così come l'ha vista il visitatore.
  • Dashboard con insight: metriche automatiche come dead click, rage click, quick back ed errori JavaScript.

Il sito ufficiale è clarity.microsoft.com, mentre la documentazione tecnica si trova su Microsoft Learn.

Come funzionano le heatmap di Microsoft Clarity?

Una heatmap di Microsoft Clarity sovrappone dei colori allo screenshot della pagina: colori caldi dove l'interazione è alta, freddi dove è bassa. Puoi vedere le heatmap separatamente per desktop, tablet e mobile, ed è importante farlo perché layout e comportamenti cambiano molto da un dispositivo all'altro.

Heatmap dei clic

La heatmap dei clic mostra dove i visitatori cliccano o toccano. Ti dice se la call to action principale riceve davvero attenzione e se le persone cliccano su elementi che non sono link, come immagini, icone o testo in grassetto.

Heatmap di scorrimento

La heatmap di scorrimento (scroll) mostra quale quota di visitatori arriva a ciascuna parte della pagina. Se solo una piccola parte dei visitatori raggiunge la tabella prezzi o il modulo di contatto, il problema potrebbe essere la struttura della pagina, non l'offerta.

Heatmap per area

La heatmap per area raggruppa i clic in una zona che scegli tu, per esempio l'intera barra di navigazione o una scheda prodotto. È utile quando un blocco contiene tanti piccoli elementi e vuoi valutarne il rendimento complessivo.

Registrazioni delle sessioni: guardare le visite reali

Le registrazioni delle sessioni di Microsoft Clarity riproducono le singole visite: movimenti del cursore, clic, scroll, cambi di pagina e tocchi su mobile. Sono il modo più rapido per capire un numero che non torna. Se un modulo ha un alto tasso di abbandono, dieci registrazioni spiegano spesso più di dieci grafici.

Guardare tutte le sessioni non è realistico, quindi usa i filtri. Clarity permette di filtrare per dispositivo, paese, sorgente di traffico, pagina visitata e per comportamenti come rage click o errori JavaScript. Una routine pratica:

  1. Scegli una pagina importante, per esempio il checkout o il modulo contatti.
  2. Filtra le registrazioni per quella pagina e per un segnale di frustrazione.
  3. Guarda 10-20 sessioni e annota gli schemi che si ripetono.
  4. Trasforma ogni schema in un'ipotesi e in una modifica.

Le metriche della dashboard di Clarity: cosa significano?

La dashboard di Microsoft Clarity riassume il comportamento con una serie di metriche. Ognuna segnala un tipo diverso di attrito.

Metrica Cosa misura Clarity Cosa indica spesso
Dead click Clic su elementi che non producono alcuna reazione visibile Qualcosa sembra cliccabile ma non lo è, oppure un link è rotto
Rage click Clic ripetuti e rapidi sulla stessa area Frustrazione: pulsante che non risponde, caricamento lento, interfaccia confusa
Scorrimento eccessivo Scroll avanti e indietro più del previsto Il visitatore non trova quello che cerca
Quick back Il visitatore lascia una pagina e torna quasi subito alla precedente La pagina non corrisponde alle aspettative o il link era fuorviante
Errori JavaScript Errori degli script durante la sessione Funzioni rotte, spesso solo su alcuni browser o dispositivi
Profondità di scorrimento Fin dove scorrono in media i visitatori Se i contenuti chiave sono posizionati troppo in basso
Tempo di coinvolgimento Tempo di interazione attiva con la pagina Attenzione reale, non una scheda lasciata aperta

Considera queste metriche come segnali, non come sentenze. Molti dead click su un articolo del blog possono solo voler dire che i lettori cliccano sul testo mentre leggono. La stessa quota sulla pagina di checkout merita attenzione immediata. I valori "sani" cambiano molto per tipo di sito, pagina e dispositivo: confronta una pagina con il suo storico, non con un benchmark universale.

Come installare Microsoft Clarity

L'installazione di Microsoft Clarity richiede pochi minuti. Ti serve l'accesso al codice del sito, al tag manager o al CMS.

1. Crea un progetto

Accedi a clarity.microsoft.com con uno degli account supportati (per esempio un account Microsoft), crea un nuovo progetto e inserisci nome e URL del sito. Clarity genera un codice di tracciamento specifico per quel progetto.

2. Inserisci il codice di tracciamento nell'head

Il metodo più diretto è incollare lo script di Clarity nella sezione <head> di tutte le pagine, meglio se tramite un template condiviso, così nessuna pagina resta esclusa. Dopo la pubblicazione, naviga su qualche pagina e verifica in Clarity che i dati inizino ad arrivare.

3. In alternativa: Google Tag Manager

Se usi già Google Tag Manager, puoi aggiungere Clarity come tag attivato su tutte le pagine. Clarity offre anche una configurazione guidata per Tag Manager dalla schermata di installazione. Assicurati che il tag rispetti le impostazioni di consenso, cioè che si attivi solo dopo che il visitatore ha accettato la categoria di cookie corrispondente.

4. In alternativa: plugin e integrazioni CMS

Per piattaforme diffuse come WordPress e Shopify, Clarity offre plugin o integrazioni ufficiali che inseriscono il codice al posto tuo.

Collegare Microsoft Clarity a Google Analytics 4

Microsoft Clarity offre un'integrazione con Google Analytics 4 che si attiva dalle impostazioni del progetto. Una volta collegati, passare da uno strumento all'altro è più semplice: puoi segmentare le registrazioni di Clarity con informazioni di GA4 e arrivare dalle viste di GA4 alle sessioni Clarity collegate.

I due strumenti rispondono a domande diverse. Ipotizziamo che GA4 ti dica che la landing page delle campagne a pagamento converte all'1,5% mentre il traffico organico converte al 3%. Clarity ti mostra cosa fanno di diverso i visitatori a pagamento su quella pagina. Per questo conviene leggere Clarity accanto alle metriche di performance, come il CTR degli annunci e il ROAS delle campagne: un annuncio forte con una landing debole spreca budget.

Per la parte di reportistica, Klyrax ti permette di vedere in un'unica dashboard le conversioni di GA4, Google Ads, Microsoft Ads e Search Console, così puoi misurare se le modifiche fatte dopo l'analisi in Clarity spostano davvero i numeri.

Microsoft Clarity, privacy e GDPR

Microsoft Clarity usa cookie e tecnologie simili per riconoscere visitatori e sessioni. In base al GDPR e alla normativa ePrivacy (in Italia anche alle linee guida del Garante sui cookie), questo tipo di tracciamento richiede in genere il consenso preventivo del visitatore. Microsoft chiede ai siti con visitatori dello Spazio Economico Europeo e del Regno Unito di raccogliere il consenso e di comunicarne lo stato a Clarity; requisiti e modalità aggiornate sono descritti nella documentazione di Clarity su Microsoft Learn.

Una configurazione corretta comprende:

  • Un banner cookie o una piattaforma di gestione del consenso (CMP) che blocca Clarity finché il visitatore non accetta.
  • Una privacy e cookie policy che cita Microsoft Clarity, la finalità e i dati trattati.
  • Impostazioni di mascheramento che tengono i contenuti sensibili fuori dalle registrazioni.

Clarity maschera di default gli input sensibili e nelle impostazioni del progetto puoi scegliere una modalità di mascheramento più rigida o più permissiva. Puoi anche mascherare elementi specifici della pagina, come dati dell'account o riepiloghi d'ordine. Nel dubbio scegli il mascheramento più rigido: perdi poco valore analitico e riduci il rischio. Per la certezza giuridica, fai verificare la configurazione dal tuo consulente privacy o DPO.

Microsoft Clarity vs Hotjar

Il confronto Microsoft Clarity vs Hotjar è frequente, perché entrambi offrono heatmap e registrazioni. Le differenze principali riguardano prezzo e ampiezza delle funzioni.

Aspetto Microsoft Clarity Hotjar
Prezzo Gratuito Piano gratuito con limiti, piani a pagamento per più capacità e funzioni
Heatmap Sì (clic, scroll, area) Sì
Registrazioni delle sessioni Sì Sì
Segnali di frustrazione Rage click, dead click, quick back, errori JS Segnali simili, a seconda del piano
Sondaggi e widget di feedback Non è il focus Parte centrale del prodotto
Integrazione con GA4 Sì Integrazioni disponibili, a seconda del piano
Ideale per Analisi del comportamento con qualsiasi budget Team che vogliono anche sondaggi e feedback on-site

Clarity basta spesso per heatmap e registrazioni; Hotjar ha più senso se sondaggi e feedback degli utenti sono centrali. Funzioni e piani cambiano: verifica le pagine ufficiali di entrambi prima di scegliere.

Come usare Clarity per aumentare le conversioni

Microsoft Clarity diventa davvero utile quando colleghi le osservazioni a risultati misurabili. Uno schema semplice:

  1. Parti da un problema di conversione. Scegli una pagina in cui GA4 mostra un tasso di conversione basso o un forte abbandono.
  2. Guarda le heatmap. La call to action è visibile? Su mobile i visitatori scorrono abbastanza per vederla?
  3. Filtra le registrazioni per frustrazione. Guarda le sessioni con rage click, dead click o errori JavaScript su quella pagina.
  4. Scrivi un'ipotesi per ogni problema. Per esempio: "I visitatori cliccano sull'immagine prodotto aspettandosi uno zoom".
  5. Applica la modifica e misura. Confronta il tasso di conversione prima e dopo, oppure fai un test A/B.

Un esempio ipotetico: la tua pagina con il modulo contatti riceve 10.000 visite al mese e converte al 2%, cioè 200 contatti. Le registrazioni mostrano che molti visitatori da mobile fanno rage click su un pulsante di invio coperto dalla tastiera. Dopo aver spostato il pulsante, la conversione sale al 2,4%: 240 contatti con lo stesso traffico e la stessa spesa pubblicitaria. Con 1.000 € al mese di spesa, il costo per contatto scende da 5 € a circa 4,17 €.

Errori comuni con Microsoft Clarity

  • Installare lo script due volte. Codice nell'head più tag in GTM significa dati duplicati. Scegli un solo metodo.
  • Caricare Clarity prima del consenso. In Italia e nel resto dell'UE ti espone a rischi di non conformità.
  • Guardare registrazioni senza una domanda. Ore di sessioni casuali raramente portano ad azioni concrete. Parti da una pagina e da una metrica.
  • Ignorare la differenza tra dispositivi. Una heatmap desktop dice poco sui visitatori mobile, che spesso sono la maggioranza.
  • Reagire a una sola sessione. Una visita strana è un aneddoto. Cerca schemi ripetuti su molte sessioni.
  • Allentare il mascheramento senza motivo. I dati sensibili non devono finire nelle registrazioni.
  • Non misurare il risultato. Una modifica nata da Clarity conta solo se le conversioni in GA4 migliorano davvero.

Usato con una domanda chiara e un consenso gestito correttamente, Microsoft Clarity è uno degli strumenti gratuiti più utili per capire perché i visitatori convertono o se ne vanno.

Domande frequenti

Microsoft Clarity è davvero gratis?

Sì. Microsoft offre Clarity gratuitamente e non esiste un piano a pagamento per sbloccare heatmap o registrazioni delle sessioni. Basta creare un account, aggiungere un progetto per il sito e installare il codice di tracciamento. Eventuali limiti di utilizzo sono indicati su clarity.microsoft.com: controllali se gestisci un sito con traffico molto elevato o hai esigenze precise di conservazione dei dati.

Microsoft Clarity rallenta il sito?

Lo script di Microsoft Clarity si carica in modo asincrono, quindi per la maggior parte dei siti l'impatto sulla velocità è contenuto. Ogni script di terze parti aggiunge comunque peso. Installa Clarity una sola volta, non sia nell'head sia tramite Google Tag Manager, e controlla i Core Web Vitals dopo l'installazione per verificare che le prestazioni restino buone.

Microsoft Clarity è conforme al GDPR?

Microsoft Clarity si può usare in modo conforme al GDPR, ma dipende dalla tua configurazione. Clarity usa cookie e tecnologie simili, quindi per i visitatori dell'Unione Europea serve il consenso preventivo tramite banner o piattaforma di gestione del consenso, una privacy policy chiara e il mascheramento dei contenuti sensibili. I requisiti sono descritti nella documentazione ufficiale di Clarity.

Che differenza c'è tra Microsoft Clarity e Google Analytics 4?

Google Analytics 4 misura cosa succede in numeri: sorgenti di traffico, eventi, conversioni e ricavi. Microsoft Clarity mostra come succede: dove le persone cliccano, quanto scorrono la pagina e dove si bloccano, grazie a heatmap e registrazioni. I due strumenti si completano, e Clarity offre un'integrazione che collega le registrazioni ai dati di GA4.

Cosa sono i rage click in Microsoft Clarity?

I rage click in Microsoft Clarity sono i momenti in cui un visitatore clicca o tocca ripetutamente la stessa area in pochi istanti. Di solito indicano frustrazione: un pulsante che non risponde, una pagina lenta, un elemento che sembra cliccabile ma non lo è. Filtra le registrazioni per rage click per vedere le sessioni esatte e trovare la causa.

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